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Qui ad Alles Tip Top ! ci si arrovella sempre su questioni elevate. La questione di oggi è triste, è inaccettabile, e per risolverla ci vorrebbe una manciata di millenni di evoluzione – cosa per cui non abbiamo il tempo né la pazienza di aspettare. Tale questione è, ovviamente, fonte di frustrazione e non poche difficoltà (te pareva) per la sottoscritta. Epperò ha a che fare con le tette. Ed ora che ho avuto la vostra attenzione, entro nel vivo.

Perché i maschi non hanno le tette?

Perché, soprattutto, frustrarmi da sola, quando posso insinuare nuovi, inesplorati motivi di frustrazione nei miei lettori? Approfittandone per inaugurare ufficialmente il canale Discovery Channel di Alles Tip Top !, una breve guida alla lettura di questo post:

– cliccare qui per il consono e imprescindibile sottofondo;

– mettersi comodi, meglio se su una poltrona mezza sfondata con ai piedi pantofole scozzesi e plaid in pendant;

– astenersi ciellini e bacchettoni d’ogni foggia.

Dunque.

Il corpo della donna, come ben sappiamo, è dotato di ben due riferimenti sessuali universali: le tette e la patata (nomenclatura da tomo di anatomia). I riferimenti sarebbero tre, se considerassimo anche il sedere (cioè no, scusate, il culo) che, però, tralasceremo, non per mancanza di interesse (lungi da noi!), ma perché ne sono dotati anche gli uomini, più o meno allo stesso modo.

Di conseguenza, quando un cavaliere ha intenzione di circuire una pulzella, ha a disposizione un ventaglio sufficientemente ampio di mosse da provare prima di arrivare al punto.

Se, nel provare a convincerla, le tocca una tetta o entrambe (ammesso che lei glielo lasci fare), è evidente come si stia addentrando in un territorio intimo, privato, nascosto. Sta facendo qualcosa di normalmente proibito, fattore che – sono sicura – genera una parte consistente del piacere prodotto dall’azione “toccare la tetta”. Non a caso, le tette fanno parte di quella mercanzia che, nella vita quotidiana, tendiamo (chi più chi meno) a tenere coperta; sono il servizio buono che tiriamo fuori la domenica o in presenza di ospiti speciali, per intenderci.

È ovvio che l’uomo, se ci sa fare, nel convincere la pulzella ad apparecchiare col servizio buono, farà anche dell’altro: baciare il collo, mettere la mano libera su una coscia, mordere un orecchio e via dicendo. Tutte azioni che provocano piacere sia in chi le fa che in chi le riceve, siamo d’accordo. 

Senza dimenticare, però, che un orecchio, un collo, una coscia, un ginocchio, un avambraccio passano molto più tempo in bella vista, esposti alla luce del sole e ad eventuali sfioramenti, di natura non solo sentimentale o erotica. Volete mettere il brivido di toccare e farsi toccare una tetta? Non c’è paragone.

Toccare e farsi toccare le tette

Inoltre, quando un uomo tocca una tetta a una donna, in molti casi si sta e la sta preparando per il piatto forte, sta sondando il terreno, facendo un preambolo, un’indagine di mercato: insomma, molto spesso toccare le tette è un modo per annunciare con determinazione le proprie intenzioni riguardo al prossimo futuro. In questi casi, l’azione di toccare la tetta è sì una mossa audace, ma è proprio quello che serve per avvicinarsi al buffet con compostezza, invece di lanciarsi sguaiatamente all’assalto degli arrosticini, if you know what I mean.

Perché gli uomini non hanno le tette?

Fin qui tutto molto bene. Benissimo, anzi. Ma, se avete la pazienza di seguirmi, procediamo.

Supponiamo ora che la pulzella che si intrattiene col nostro prode cavaliere voglia, più che lasciarsi semplicemente convincere, partecipare attivamente alla preparazione di un amplesso soddisfacente, o addirittura iniziarlo: come si dovrebbe comportare? 

Teniamo presente che la nostra pulzella è anch’ella dotata di grazia e compostezza e preferisce, salvo casi particolari che pure non sono da disdegnare, evitare di buttarsi violentemente sugli arrosticini o sulla mozzarella annodata fresca fresca al grido di “Banzaiiii!”.

Cosa fa, dunque, la nostra pulzella? Agguanta un bicipite? Ben volentieri. Sfiora un pettorale? Pure. Fa piedino, ricambia generosamente baci sul collo e morsi all’orecchio? Avoglia! 

Ma, come dicevo qualche riga fa, il pettorale, il bicipite, il collo e l’orecchio stanno sempre lì, li può vedere e toccare chiunque. Non è poi una gran soddisfazione. Alla povera pulzella resta ben poco da fare nel momento in cui vuol essere intraprendente.

Voglio dire che, quando una donna vuole dare al partner maschio un segnale inequivocabile, senza lasciare spazio a dubbi, non ha altra scelta se non quella di infilargli le mani nelle mutande!

È qui, che viene il problema.

Il problema è che l’uomo è manchevole di un secondo riferimento sessuale al di fuori dei genitali. Questo, non si può non vederlo, è un errore macroscopico, una falla imperdonabile del processo di evoluzione della specie. Un peccato, sia per l’uomo che per la donna. Un’occasione mancata di brivido-da-palpazione-di-zona-proibita. Una fonte di squilibrio per tutti gli amplessi etero-normativi. 

C’è polemica. 

Ditemi cosa volete, ma non riesco a concludere un accoppiamento senza pensarci almeno una volta. Senza interrogarmi per almeno un secondo, dopo la decima linguata in parti del corpo totalmente irrilevanti, su come mettere un po’ di pepe nei preliminari se ancora non ho voglia di ravanare nei di lui boxer.

Perché gli uomini non hanno le tette - storia della mia frustrazione

Perché l’uomo non ha, chessò, due alette piumate al posto delle scapole, per esempio? Perché, comunque, non è dotato di un qualche affascinante gadget extra (e per extra intendo al di fuori dell’area-mutande), da mettere a disposizione unicamente delle sue amanti? Madre Natura, ci hai provato col pomo d’Adamo e noi non ti abbiamo capita?

Le donne sono gli unici mammiferi con le mammelle sporgenti, e la scienza ci dice che dietro a questa caratteristica ci sono ragioni puramente sessuali: non c’è nessuna utilità in una tetta più sviluppata, se non quella di essere più appetibile per il maschio. 

Protesto, allora, a nome di uomini e donne, contro la scarsezza di gingilli erotici nel corpo maschile.

Volevo assolutamente rendervi partecipi di questa riflessione, speranzosa che Dante avesse ragione di sostenere che “avere compagno al duol scema la pena” (sono invece convinta che ragione da vendere avesse la mia professoressa di italiano del liceo, la quale diceva che “avere compagno scemo aumenta il duol”). Volevo rendervene partecipi, insomma, ma non ho da proporvi soluzione alcuna. Che cattiveria!

Per ovviare a questa penuria, dunque, ingegnatevi: usate pure i gingilli che vi pare e non siate timidi. Tutto, nel sesso e in amore, è concesso, purché le persone coinvolte siano consapevoli, consenzienti e a proprio agio. E purché, ça va sans dire, sia sesso protetto!

Possibili modi di ovviare alla manchevolezza delle tette nell'uomo

 

(Della mia maestria nel tirar fuori la morale anche dai post più cretini parleremo, forse, o forse no, in futuro. Nonna Papera sarebbe fiera di me)

 

(E no, non mi sono messa a fotografare e riprendere Barney: lo ha fatto il Dio internet per me, e io l’ho circuito come un prode cavaliere la sua pulzella)

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