0 Flares 0 Flares ×

In questo post illustro, con malcelato sconforto, i risultati del mio ultimo, rigorosissimo studio antropologico. Affido le mie domande irrisposte e la mia irrequietezza alla generica ragazza-del-terzo-millennio, certa che, anche se non avrà risposte, sia anche lei alle prese con i miei stessi dubbi da ragazza del terzo millennio, e potrà capirmi. 

Il post è sponsorizzato dalle mie recenti frequentazioni maschili che, fonti di turbamento dell’animo, perturbazioni familiari e preoccupazioni materne circa l’integrità morale della sottoscritta, mi hanno se non altro offerto interessanti spunti di riflessione per uno

studio antropologico sulla gioventù del terzo millennio

Ci sono quegli uomini affettuosi, attenti, comprensivi, affidabili. Ce li hai presenti? Quelli su cui puoi contare quando ti prende la tristezza, quelli che non si scordano mai di essere dolci, che, anche se stanno stramazzando dopo una giornata di lavoro, non rinunciano a sentire la tua melodiosa voce prima di dormire; uomini presenti, capaci di dimostrare trasporto nei tuoi confronti. Uomini (aspetto, di questi tempi, da non sottovalutare) privi di carenze affettive o turbe psicologiche che sembrino inibirli nell’espressione del per te amore, nel quale, invece, sono ben lieti di crogiolarsi. Uomini che se gli chiedi “che si fa sto weekend?”, invece di fingersi morti,  rispondono – pensa! – senza uscire fuori tema e magari ti danno pure due o tre opzioni interessanti. Tipo cucinare un pranzo di otto portate con sottofondo di musica elettronica o fare una maratona Star Wars lunga tutto il fine settimana, cose così. 

Quando ti capita di intrattenerti con un uomo così, tu, ragazza del terzo millennio, tu, solo tu, sempre tu, anche tu, nient’altro che tu, proprio tu, anche se magari non ti piace ammetterlo, tu lo subisci il fascino di quel “bravo ragazzo” (espressione che, peraltro, noi ragazze del terzo millennio detestiamo): egli, solo Dio sa come, sa dedicarti proprio quelle attenzioni che tu professi di non volere, ma che invece ti piacciono eccome.

Tu sei proprio lì che ti stai rilassando, ti godi il momento, costruisci a poco a poco la tua ammirazione per questo soggetto così rivoluzionario che gli astri/Zeus/il karma hanno voluto al tuo fianco qui ed ora; sei proprio lì che – non negarlo – ti stai abbandonando al romanticismo, cominci a guardarti intorno per capire se i suoi piatti Färgrik potrebbero intonarsi con le tue ciotole Marimekko… ed è qui che sbagli, abbassando la guardia proprio quando il problema si sta per scagliare con forza sul tuo perfetto quadretto familiare. 

Perché è quasi sempre in uno di questi momenti di estasi che lui, sul divano, stringendoti la mano, se ne esce con qualche battuta poco ortodossa su “quella che è una da una botta e via e non mi è simpatica” o si dichiara “conservatore” in materia di minigonne e scollature abbondanti, per esempio. O ancora, si scalda, si sente minacciato e magari ti dà anche velatamente della sgualdrina (proprio come tua madre!) quando gli dici che, a prescindere dalla piega che vuoi dare alla VOSTRA relazione, non c’è niente di male nelle coppie aperte, e riconosci a chi è capace di starci dentro una buona dose di intelligenza, rilassatezza e apertura mentale. 

decido da sola cosa indossare nel terzo millennio - Freeda

A quel punto sei tu, ragazza del terzo millennio, a fingerti morta per evitare di piantargli una grana che se la ricorda finché campa. Anzi, non prendiamoci in giro: non rinunceresti mai a piantare una grana del genere. Pianti la benedetta grana e non perdi occasione per fargli notare, con immancabile aria di sufficienza, che ti aspetti qualcosa in più da un ragazzo-del-terzo-millennio; alzi gli occhi al cielo, metti su il muso e per stasera, di certo, non gliela dai.

Supponi, ora, mia cara ragazza, di aver chiuso, per i tuoi validissimi motivi, la frequentazione col bravo ragazzo che, seppur malamente catapultato nel terzo millennio, si è rivelato essere un uomo del secolo scorso. Supponi di essere scesa a patti con la rinuncia alla cavalleria e alla telefonata della buonanotte assicurata perché, tutto sommato, non hai nessuna voglia di litigare su questioni che, per la generazione e per la coppia-del-terzo-millennio, dovrebbero essere assodate. Supponi di esserti, consapevolmente o inconsapevolmente (queste cose non si pianificano mai) rimessa “sulla piazza” e di aver fatto la conoscenza di un nuovo esemplare di sesso maschile. 

Ma anche dovesse essere di sesso femminile, noi qui non ci scandalizziamo: siamo ragazze del terzo millennio, che diamine, e, oltretutto, non siamo nemmeno così sicure che questa descritta dallo studio antropologico del giorno sia una tendenza soltanto maschile. Perciò, cara, sentiti libera di frequentare chi ti pare e di declinare i soggetti che seguono al maschile o al femminile (io uso il maschile perché mi è più familiare) purché, chiunque tu stia frequentando, ti ricordi sempre di essere scaltra. 

Ci sono quei tipi con cui parli per ore esaltandoti della vostra corrispondenza d’amorosi sensi, tipi di cui ammiri l’intelligenza, l’apertura mentale, il senso della realtà (intesa ovviamente come realtà-del-terzo-millennio), l’assenza o quantomeno scarsezza di pregiudizi. Essi sono uomini (o donne) di mondo, dotati di uno spiccato senso pratico e dell’humour, apparentemente illuminati e a proprio agio nella giungla sentimentale e nella fluidità sessuale che caratterizzano – sempre bene sottolinearlo – il terzo millennio. Sono tipi che definisci “avanti”, persone con cui puoi dire e fare un sacco di cose interessanti, come leggere un libro ad alta voce al telefono; soggetti con cui non hai problemi ad esprimerti con libertà, che non pensano ci sia nulla di male in una minigonna, uno one night stand o una coppia aperta: insomma, tipi da cui ti senti capita e stimolata e che ti rendi conto di stimolare a tua volta… e magari, per completare il quadro, sono pure incredibilmente gnocchi e bravi a letto. 

Assumi, ragazza del terzo millennio, di incominciare una nuova frequentazione con un rarissimo esemplare del genere e, presa dalla suddetta corrispondenza d’amorosi sensi, di abbassare la guardia e ricominciare con progetti, sospiri e sogni d’amore.

Di nuovo, ti sbagli, benedetta ragazza, ti sbagli di grosso. 

prenditi cura di te - studio antropologico sulla gioventù del terzo millennio - Freeda

Perché, magari dopo una fase di idillio (e idiozia) iniziale, a un certo punto il Soggetto in questione sbrocca: dice, per esempio, di star cercando se stesso, ti ama ma non te lo dimostra, te lo dimostra ma non ti ama, lo chiami e non risponde, non vuoi rispondere ma tanto non chiama, non-sei-tu-sono-io, sto esplorando i miei sentimenti, vengo-non vengo-vengo ma me ne sto tutta la serata in disparte, e altre amenità. 

Addio, sogni di gloria! Preparati ad elaborare il lutto, a rigirarti in testa le tue domande irrisposte e cerca di distrarti: da quelle non caverai nulla di buono.

è solo morto - Freeda

Ora. (In tutte le dissertazioni scientifiche che si rispettino, a un certo punto si dice Ora).

Ora. Avendo vissuto entrambi i tipi di teatrino più di una volta (vedi alla voce: preoccupazioni materne circa l’integrità morale della sottoscritta), mi sento autorizzata a domandarmi – I couldn’t help but wonder direbbe Carrie Bradshaw e, come lei, io ho un turbinio di dubbi nella testa:

è possibile avere un fidanzato che stia al passo coi tempi, che sia aperto, non bigotto, acculturato, interessante, disinibito e, allo stesso tempo, capace di fare il fidanzato? 

E ancora: quando ricevo attenzioni e dedizione, posso contare sul fatto che siano mosse dal per me amore e interesse, o devo invece credere che le cure amorevoli siano solo frutto dell’educazione ricevuta, dell’impostazione a fare le cose in maniera “giusta”, come ci si aspetta che vengano fatte, come si conviene? Il bravo ragazzo che riempie di attenzioni la ragazza del terzo millennio lo fa perché così si fa o perché è quello che gli va di fare? Lo fa perché siamo all’inizio, o si può contare sul fatto che lo farà anche in futuro?

Per buttarla in caciara ed essere estremamente chiara (e, ovviamente, per non perdere l’occasione di fare rima): un individuo dalla personalità interessante deve per forza, a un certo punto, rivelarsi leggermente squilibrato o incapace di lasciarsi coinvolgere al cento per cento in una relazione affettuosa per motivi che nemmeno l’oracolo di Delfi saprebbe disvelare? 

Una persona che, invece, sia interessata a una relazione di stampo piuttosto “classico” (mi piaci, ti cerco, ti sto vicino, non sparisco senza motivo, faccio un piano e lo porto a compimento, etc.) nasconde necessariamente una piccola dose di arretratezza, una mancanza di brio, o quantomeno un sottile disagio con alcune delle questioni etiche e morali poste dal terzo millennio e dal mutare di costumi, prospettive, mentalità?

Sono ingenua io a pensare che si possa essere aperti e consapevoli del periodo storico in cui viviamo senza necessariamente essere degli schizzati e senza dover rinunciare a una relazione solida, al contare su un’altra persona, all’essere, amorevolmente, fiduciosamente, ma anche spassosamente in due?

Ecco, io vorrei accanto una persona che non si scandalizzasse per i costumi (intesi come abiti e anche come comportamenti) di chicchessia, che mi lasciasse un po’ di margine sul fare, in futuro, qualora ne avessimo voglia e ci sentissimo intraprendenti, una cosa a tre con una tettona, o anche semplicemente un corso di salsa per imparare a prenderci un po’ meno sul serio, ma che fosse anche capace di farmi due carezze quando piango senza motivo, di pianificare un viaggio con me e poi presentarsi effettivamente al check-in e di farsi sentire almeno una volta al giorno. Vorrei accanto una persona illuminata ma presente, che non mi molli una volta al mese e abbia la voglia e il coraggio di fare e mantenere progetti insieme a me, senza perdere tempo a scandalizzarsi e autocensurarsi (e censurarmi) su questioni totalmente irrilevanti.

Chiedo troppo? Forse sì, e magari quello che cerco non lo troverò mai. 

Freeda ciliegina sulla torta Jennifer Aniston

A questa, come a tutte le altre domande con cui ti ho assillata, cara la mia ragazza del terzo millennio, non ho risposte. Spero di trovarle; spero che le troverai. 

Nel frattempo, la mia, di risposta, è sempre la solita:

ama te stessa più di chiunque altro. 

Abbi un buon rapporto con te, migliorati, cresci, sii consapevole di quello che meriti. Procuratelo da sola, e cerca negli altri solo la ciliegina sulla torta. Se anche non la troverai, avrai comunque la certezza di essere, per te stessa, un’ottima compagna: sei già molto di più di quel che pensi.

E, giacché ci sei:

conosci te stessa - studio antropologico sulla gioventù del terzo millennio - Freeda

 

(Tutte le foto di questo post sono state rubate offerte da Freeda)

0 Flares Facebook 0 Twitter 0 Pin It Share 0 Google+ 0 0 Flares ×

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *