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Ogni nuovo inizio mi trasmette una specie di fibrillazione, una lieve sensazione di onnipotenza. Come se il solo fatto che qualcosa sta ricominciando, che un conto si riazzera, mi desse il potere di cancellare, con un colpo di bacchetta magica, tutte le mie cattive abitudini; di scordarmi della parte peggiore di me ed essere, finalmente, chi vorrei essere.

Certo, bisogna fare i conti con i malumori, con la pigrizia, con tutti i bastoni che la vita – spesso, noi stessi – ci ficchiamo tra le ruote.

Io, però, voglio pensare che, mattoncino dopo mattoncino, anno dopo anno, noi siamo davvero in grado di avvicinarci sempre di più all’idea di come vorremmo essere. Di fare delle nostre vite, se non proprio tutto quello che vorremmo, almeno un insieme fatto di molte cose che davvero desideriamo, e poche, sempre meno cose che sentiamo di dover fare e, controvoglia, ci ostiniamo a fare.

Per questo, ad ogni inizio d’anno, mi soffermo a riflettere su cosa vorrei realizzare, sui miei lati da migliorare. Cerco di capire come vorrei impiegare il mio tempo. Un nuovo anno, in fondo, non è altro che questo: tempo a disposizione. Tempo che possiamo sprecare, oppure investire. Invece di sperare che l’anno nuovo porti cose belle, che sia felice, che sia fortunato, preferisco concentrarmi su quello che è in mio potere fare. Perché, come disse una mia cara amica un anno è quello che noi ne facciamo:

invece di augurarmi che il 2017 sia un buon anno, preferisco impegnarmi ad essere buona io.

Aldilà della to do list di cose nuove da provare, progetti da avviare o completare nel 2017, in questo post vorrei concentrarmi sulle evoluzioni che, con un po’ di attenzione in più, mi auguro di compiere. L’anno passato mi ha dato diversi spunti di riflessione, a volte dolorosi: non posso farne niente di meglio, se non metterli a frutto.

Invece che sperare che sia un buon anno, voglio essere buona io

Prima di tutto, partiamo dalle cose buone. Il 2016 sarà da tutti ricordato come “l’anno in cui Carlotta sconfisse il terrore dello sport”: ho riscoperto la piscina e, da allora, non l’ho più mollata. Oltre alla soddisfazione di aver migliorato moltissimo la mia resistenza, la ricompensa più grande è stata un rapporto più sano col cibo e, in generale, col mio corpo: sì, anche con i suoi difetti. Solo grazie alla consapevolezza di starmi prendendo cura di me (e probabilmente alle endorfine) mi sento molto più serena. Siccome il mio corpo pretende e riceve pasti più sostanziosi, non ho più fame a tutte le ore, ma allo stesso tempo sono naturalmente portata a mangiare in maniera più equilibrata; mi concedo dolcezze e qualche schifezza, ma senza più sentire il bisogno di eccedere. Ho riscoperto la sazietà e dimenticato i sensi di colpa. Sono sbalordita.

NON AVER PAURA DELLO SPORT

Perciò, imparata la lezione, il 2017 non dovrà essere da meno: piscina, corsette, e più spesso bici e passeggiate al posto della macchina: scelte salutari e, oltretutto, eco-friendly, che ci piace sempre.

Chissà che non faccia bene anche alla mindfulness. Mi sono resa conto di avere sempre maggiori difficoltà a concentrarmi e a rimandare pensieri e liste mentali di commissioni da sbrigare; mi faccio prendere facilmente dall’ansia e, quando rimugino, perdo tempo. Ho già sperimentato che un’ottima palestra contro tutto questo è la meditazione ma, chissà perché, l’anno scorso è sempre scesa in fondo alla lista di priorità quotidiane.

MEDITARE

Quest’anno proverò a cambiare rotta, meditando almeno ogni due giorni. Ho ricominciato, di nuovo dall’inizio, con la Headspace foundation da 10 minuti a sessione. Headspace offre diversi pacchetti di meditazione, guidata dalla voce e dai video del fondatore, Andy Puddicombe: l’app può essere scaricata gratuitamente e offre accesso al primo pacchetto da 10 sessioni, la Headspace Foundation, appunto. Al completamento del primo pacchetto da 10, si sbloccherà il successivo e così via, fino ad aver completato 30 sessioni. Dopodiché, se si vuole avere accesso anche agli altri contenuti, bisogna sottoscrivere un abbonamento mensile, annuale o “perpetuo”.

Headspace: treat your head right
Immagine da headspace.com

 

Trovo che la Headspace foundation sia un ottimo modo per prendere confidenza con la meditazione e notarne i primi benefici. Chi volesse “approfondire” abbonandosi, troverà nella app anche cicli contro disturbi specifici, come l’ansia, lo stress, l’insonnia, per citarne giusto qualcuno.

Inoltre, Headspace è anche un blog, che trovo davvero interessante, e che tratta, oltre che di meditazione, di moltissime altre cose. Vi invito a darci un’occhiata. Intanto, un assaggio:

6 reasons to make mindfulness your New Year’s resolution

Quest’anno mi piacerebbe finalmente

scendere a compromessi con la mia insicurezza di default, con i sensi di colpa a prescindere, con l’autocritica non stop.

Hanno l’unico grande risultato di rendermi estremamente critica, così come con me stessa, anche con le persone che mi circondano. Nonché più egocentrica, più intollerante, meno presente. Questa è una battaglia dura a vincersi, ma non ne ho mai sentito così tanto il bisogno come ora. Sono diventata timorosa: molte cose di cui prima neanche mi ponevo il problema oggi mi spaventano; nella mia testa ci sono mille punti interrogativi: tutto questo, a volte, mi demotiva. Le persone più sbrigative mi dicono ma rilassati!. La questione non è così semplice. Ma insomma, sì, un tantino mi potrei pure rilassare.

L’antidoto comune a tutti questi “bachi”, secondo me, è

vincere la pigrizia

Muoversi, vedere e sentire realtà diverse dalle proprie, confrontarsi più spesso, lasciarsi ispirare, ma anche rendersi conto di limiti e pregi degli altri, per avere una visione più obiettiva dei propri.

Infine,

MENO to do lists

Per quanto sia convinta dell’utilità delle liste e della pianificazione, quest’anno vorrei concedermi il lusso di perdere tempo, una volta ogni tanto; qualche fine settimana senza una sfilza di caselle da spuntare, o dei pomeriggi in cui torno a casa senza aver già pensato a cosa fare. Programmare meno, cogliere l’attimo e vivere, semplicemente, con più spontaneità…

… e con più gratitudine.

GRATITUDE CHALLENGE

Gratitudine per la miriade di cose belle che, anche nelle giornate più infelici, affollano i miei spazi e il mio tempo. Sono molto migliorata, nel notarle e nell’apprezzarle. Ma si può sempre fare di più, ed anche per questo ho iniziato la mcd31grazie challenge su Instagram, una delle idee splendide di Chiara di Ma che davvero?, che seguo sempre.

Non riuscirò a fare tutto, a essere sempre sul pezzo; non vincerò la pigrizia ogni giorno, né il pessimismo cosmico, ma il punto non è questo.

Farò in modo di usare e sempre meglio il mio tempo

per rendere fertile con le mie mani il terreno su cui si muove, cammina, corre, balla e, a volte, tentenna la persona che vorrei diventare.

Alles Tip Top ! sarà un registro delle mie piccole conquiste e dei miei certi, ma spero non traumatici fallimenti. Mi piacerebbe che fosse uno spazio di confronto su questo tema, perché sono convinta che tutti, sotto sotto, siamo alle prese con le stesse paure. Che ci facciamo le stesse domande e che i nostri sforzi abbiano obiettivi diversi, ma in comune la volontà di combinare qualcosa di buono.

i nostri sforzi hanno obiettivi diversi, ma in comune la volontà di combinare qualcosa di buono.
Photo: Markus Spiske / raumrot.com / CC-BY

 

Intanto, anche se siamo già a gennaio inoltrato, voglio godermi fino in fondo quest’atmosfera, questa fiducia in me stessa e nel futuro che tutti i nuovi inizi mi infondono. Spero di portarmela dietro per tutto l’anno, e spero, ancora una volta, non che il mio 2017 sia buono, ma di essere buona io.

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1 thought on “I MIEI PROGETTI PER IL 2017: QUEST’ANNO VOGLIO ESSERE BUONA”

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