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Coltivare la gratitudine non è un esercizio semplice.

Non lo è, soprattutto in questo periodo di incertezze, di paura, e non lo è nemmeno quando dovrebbe essere scontato. Come nel caso delle persone come me. Persone che dalla vita hanno, se non tutto, molto, ma che, per vari motivi – contingenti, caratteriali – in alcune fasi della propria vita, proprio non riescono a non vedere tutto nero.

Pur non trovandomi in una di “quelle” fasi, a gennaio ho deciso di partecipare alla gratitude challenge proposta da Chiara di Machedavvero?, di cui già vi ho accennato qui. Consisteva nel postare su Instagram una foto che rappresentasse un motivo di gratitudine, ogni giorno, per tutto il mese di gennaio. L’hashtag con cui corredare le foto era #mcd31grazie.

Lo scopo, quello di esercitarsi a notare le piccole cose per cui, anche in giornate in cui apparentemente va tutto storto, siamo fortunati: cose per cui vale la pena essere grati.

Lo chiamo esercizio perché, di fatto, la gratitudine può essere allenata. Facendo, a volte, solo un po’ d’attenzione – altre, un vero e proprio sforzo – tutti possiamo imparare ad apprezzare di più cose che diamo per scontate, e notarne tante di cui solitamente neanche ci accorgiamo.

La gratitude challenge mi è subito sembrata un’idea bellissima, e ho iniziato.Vi assicuro che, anche dopo un solo mese, la differenza si sente. Vale la pena di ritagliarsi qualche minuto ogni giorno per riflettere sulla nostra giornata e su quello che abbiamo: il risultato è tangibile, in termini di soddisfazione, di umore, di felicità.

Potete guardare si Instagram tutte le foto pubblicate con l’hashtag #mcd31grazie nel mese di gennaio. Potete, se ne avete voglia, provare a fare la stessa cosa per un mese, o per un anno; oppure, come me, potete tenere un diario della gratitudine, su cui appuntare ogni giorno almeno un motivo per cui siete grati alla vostra vita, alla giornata appena trascorsa.

Intanto, a proposito di fermarsi un po’ a riflettere, ho voglia di condividere su Alles Tip Top ! le immagini più significative di questo mese di gratitudine.

gratitudine: il pranzo di Capodanno
Giorno 1: il pranzo di Capodanno – Con tutte le nostre malinconie e incertezze, con i nostri timori, le fissazioni, le reazioni esagerate e le domande a cui non sappiamo dare risposta, resta il conforto delle note di Strauss, di un sorso di spumante e di un pranzo tutti insieme. Felice 2017!
gratitudine: le radici
Giorno 3: le radici – Grata per il battito del cuore che sento quando torno a casa e guardo con occhi meravigliati cose a cui prima non facevo caso. Essere “apolide” aiuta, di tanto in tanto, a dare molte meno cose per scontate.
gratitudine: la befana e la neve
Giorno 6: l’Epifania a casa e… la neve! – Mi sarò persa la prima neve nei monti svizzeri, ma non quella, ben più rara, del Salento! Il mio grazie era per quelle prime volte, a quei piccoli momenti straordinari che, pur essendo ormai fuorisede da anni, non mi perdo, e posso godermi con la mia famiglia.
gratitudine: caffè starbucks
Giorno 9: ricordi – Un paio di settimane prima, alla vigilia di Natale, ero in attesa del mio volo verso casa. Bevevo un carissimo caffè di Starbucks all’aeroporto di Zurigo, la mia tradizione-prima-del-volo. Il giorno in cui ho ripescato questa foto ero un po’ malinconica per la fine delle vacanze, ma molto eccitata per l’anno appena iniziato e per tutti i progetti che ho in mente. Questa fibrillazione mi accompagna ancora e credo non mi lascerà presto!
gratitudine: acquerelli
Giorno 15: gli acquerelli – Sono sempre grata a chi condivide con me strumenti bellissimi e mi fornisce nuove fonti di ispirazione.
gratitudine: normalità
Giorno 19: la normalità – Grata per aver sbrigato quella che solitamente è un’incombenza al caldo della mia casa, al sicuro tra le sue mura. Con un pensiero a chi, negli ultimi mesi, l’ha perduta, sono più che mai grata per la normalità inalterata delle mie giornate, in questo periodo meno scontata che mai.
gratitudine: lei
Giorno 25: lei – Un bello spauracchio, quasi 16 anni, e lei sta ancora bene e zompetta in giardino!

È stato un bel mese. Grazie.

Allenare la gratitudine si può. Diventare più riconoscenti, più positivi, in una parola: più felici. Si può. Bastano anche solo 5 minuti al giorno.

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