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Quest’anno ho diviso le mie vacanze estive in due parti: la prima, ad agosto, dalla famiglia; la seconda, in tempi meno sospetti, alla scoperta di un posto che da tempo desideravo visitare: il Portogallo. Le mie aspettative erano ai massimi storici e, ciononostante, non sono state deluse. Avendo a disposizione 8 giorni, avrei potuto fare di più, ma ho preferito prendermela con calma e concentrarmi su due sole città: Porto e Lisbona. Quella che proprio mi ha toccato il cuore è la prima, di cui vi racconterò in questo post e in un successivo, che arriverà quando avrò finito di fare la cernita dei milioni di foto scattate.

LE MIE VACANZE ESTIVE D’AUTUNNO: PORTO #1

Vacanze estive d'autunno a Porto: sul rio Douro 2

Prima di tutto, un no-go a proposito dell’unica nota stonata di tutto il viaggio: la Francesinha. La Francesinha è una specialità (?) tipica della città di Porto, un inquietante toast ripieno di carni varie impilate una sull’altra (prosciutto, fettina di vitello, salsiccia) ricoperto da uno strato di formaggio fuso e da una salsa a base di birra, specialità che i più audaci (io sono naturalmente tra questi) possono avere anche accompagnata da un uovo al tegamino e da patatine fritte. La mia Lonely Planet, che normalmente non sbaglia un colpo, consigliava di assaggiarla al Café Santiago. Io, turista diligente, l’ho assaggiata. E vi consiglio di non fare il mio stesso errore. A dispetto del nome poetico ed elegante, la Francesinha è la cosa più zozza che abbia mai mangiato. Solo che, mentre le cose zozze sono normalmente goduriosissime, questa mi ha procurato solo un attacco di ipocondria da gotta imminente. Per cui, con tutto il rispetto per la Lonely Planet, l’ho abbandonata per concentrarmi invece sul copo di vino tinto che avevo ordinato e che, come da tradizione portoghese, era decisamente abbondante, nonché squisito.

Che il cibo in Portogallo sia favoloso non c’è bisogno che ve lo dica io, che invece vi dico da cosa tenervi alla larga nel caso passaste da Porto. È servizio pubblico anche questo.

Invece, a proposito delle porzioni di vino generose, lasciatevi dire che il leitmotiv della mia vacanza portoghese non sono state, come tutti potrebbero ingenuamente pensare, le azulejos, bensì uno stato di lieve ebbrezza costante, che attaccava verso mezzogiorno e proseguiva a oltranza fino al dopocena.

Sbrigata questa faccenda incresciosa della Francesinha, sono finalmente libera di condividere il mio struggente amore per Porto.

Porto a pé

Porto è più piccola di Lisbona, ma credo avrei fatto bene a suddividere il viaggio due parti uguali, anziché dedicare a Porto solo 3 giorni. Nonostante avessi una tabella di marcia, o quantomeno una lista di cose da vedere, non sono riuscita in nessun modo a seguirla, ho stravolto i piani, saltato attrazioni, perso l’orientamento, ma mai lo stupore per ogni cosa che incrociava il mio sguardo.

Amo le città in cui la maggiore attrazione è tutto ciò che si può vedere semplicemente passeggiando per strada col naso all’insù: le facciate dei palazzi sontuosi e delle catapecchie, gli scorci, i colori… amo quei luoghi dove ci si può perdere tra i vicoli senza mai riuscire a raggiungere l’obiettivo, ma in cui ogni angolo rivela dettagli inaspettati. Porto, in questo, è regina.

Vacanze d'autunno a Porto: a spasso per i vicoli

Porto: street art

Sto già valutando quando ritornarci. Non solo – o non semplicemente – per vedere quello che non ho fatto in tempo a coprire al primo giro, ma soprattutto per immergermi di nuovo in quell’atmosfera calda, brulicante, mediterranea, che un po’ mi ricorda casa, e che un po’ è esotica e così caratteristica.

Porto a passeggio 1

Fatta eccezione per la Casa da Música e per il Centro Português de Fotografia, non sono entrata all’interno di nessun edificio, chiesa, museo o palazzo che fosse, perché la mia delizia era semplicemente camminare per le strade e guardarmi intorno.

Inoltre, nonostante fosse la prima settimana di ottobre, il karma mi ha premiata con cieli tersi e sole non-stop (ebbene, il mio karma aveva un paio di conti in sospeso con la sottoscritta, relativamente al periodo pre-partenza). Capirete bene che, per una che vive inisvizzera (dove, notoriamente, le estati non vi tramortiscono col la loro veemenza), catapultarsi per un po’ in un mondo dove ad ottobre è ancora estate è un ottimo modo per affrontare con sportività l’inverno imminente.

Per spostarmi dentro Porto, ho fatto affidamento quasi esclusivamente sulle mie gambe, e quando avevo bisogno di una pausa mi sedevo in qualche caffè, ordinavo da bere e da mangiare, leggevo, scrivevo, osservavo e, con poco sforzo, mi sentivo felice.

Vacanze estive d'autunno: a Porto in un caffè

Il primo giorno sono passata per il Mercado do Bolhão, che è un po’ trasandato (parte del suo fascino) ma che io trovo un capolavoro di architettura. Nonostante sia molto frequentato da turisti, l’atmosfera al suo interno resta autentica.

Porto Mercado do Bolhão 1

Porto Mercado do Bolhão 2Porto Mercado do Bolhão 2

A piedi, come sempre, ho proseguito per la Sé (cattedrale), dal cui spiazzo ho ammirato i tetti della città e vedute mozzafiato da diverse angolazioni.

Porto Tetti Sé

Ho proseguito per il Centro Portoghese di Fotografia, scoprendo che di sabato apre solo nel pomeriggio; per ingannare il tempo, ho continuato a passeggiare e per pranzo mi sono fermata alla Mercearia das Flores. Qui vengono serviti piatti prevalentemente leggeri (insalate, toast, assaggi) preparati con prodotti regionali e biologici, che possono anche essere acquistati nella Mercearia. Notevole la loro cheesecake al lime.

Porto Mercearis das Flores Lime Cheesecake

Dopo pranzo ho visitato la mostra the portuguese prison photo project nell’edificio che oggi ospita il Centro Português de Fotografia, ma che un tempo era esso stesso una prigione. Le fotografie esposte sono davvero suggestive; la mostra può essere visitata fino al 3 dicembre.

Porto Centro Português de Fotografia

Con un’altra passeggiata attraverso il Jardim da Cordoaria, sono passata per la Praça de Gomes Teixeira, che dà sulle due chiese separate da una casetta larga poco più di un metro, la Igreja do Carmo e quella dos Carmelitas, fino ad arrivare alla mitica Livraria Lello&Irmão, che si dice abbia ispirato J.K. Rowling per alcuni dei luoghi della saga di Harry Potter. La Livraria è un luogo che secondo me dovrebbe essere di culto per gli amanti dei libri e della lettura, piuttosto che per i fan di Harry&co. Peccato per le orde di turisti (tra cui io) in visita a tutte le ore, che rendono la Livraria un’attrazione da passare in rassegna rapidamente, anziché un luogo da fruire e di cui godere.

Porto: Shop Lello&Irmao

Porto Igreja do Carmo

Un aneddoto: in fila per l’ingresso, ho scambiato due chiacchiere con una ragazza francese che la sera ho di nuovo incontrato per caso in un ristorante e che ho scoperto chiamarsi Charlotte, anche se alcuni dei suoi familiari e amici la chiamano Carlotta. Insomma, ho incontrato il mio alter-ego francese in viaggio in solitaria per il Portogallo. Ora ci teniamo in contatto ed è possibile che un giorno ci faremo visita a vicenda.

Dopo un rapido giro nella Livraria, mi sono fermata in un grazioso giardino proprio di fronte alla Torre dos Clérigos, per rilassarmi un po’ sul prato e godermi l’atmosfera.

Porto giardino

Porto giardino 2

Vacanze estive d'autunno a Porto: Torre dos Clérigos

Ultima tappa della giornata: l’oceano. Ci sono arrivata vicino con lo storico Tram numero 1, che vi consiglio di prendere solo se provate un particolare piacere perverso nello stare impacchettati come sardine in mezzo ad altri turisti col vento che dai finestrini mortacci suoi romanticamente vi scompiglia i capelli. La completa assenza di poesia del giro in tram è stata decisamente compensata dall’arrivo alla foce del Rio Douro (Duero in spagnolo): emozionante.

Porto: l'oceano

Vacanze estive d'autunno: Porto a passeggio 2

Vacanze estive d'autunno: Porto a passeggio 3

In attesa della seconda parte del mio racconto di Porto, una nota di cui tenere conto: per (quasi) tutto il mio soggiorno in Portogallo ho viaggiato da sola e non mi sono mai sentita poco sicura. È anche vero che non ho fatto una vita particolarmente mondana e che ogni sera crollavo alle undici stordita dalle ore di camminata instancabile, ma insomma, sapevatelo.

Porto random

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