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Ieri il mio volo per Zurigo è stato cancellato e rimandato a oggi (?): la neve, straordinariamente, imperversava sulle piste e, in generale, sul Salento. Mentre scrivo, continuano a cadere fiocchi dal cielo e non so, ancora una volta, se stasera sarò a casa. Non so nemmeno se quella, lassù, è davvero la mia casa; ma questa è un’altra storia.

Comunque, ieri, il pomeriggio l’ho passato a spasso per la provincia con i miei, su ruote termiche e in mezzo alla tormenta, a meravigliarci dei centimetri di neve e dei fichi d’india, delle palme e degli ulivi imbiancati.

Sono fuorisede da quando avevo 18 anni. Questo vuol dire (anche) perdersi molti dei momenti speciali che interessano la famiglia: compleanni, pranzi della domenica, partite dei mondiali, delfini che sguazzano vicino alla costa e nevicate inaspettate. Da qualche tempo faccio sempre più fatica a fare pace con questo. Ad accettare che le mie nonne invecchino senza di me, che ogni volta che le saluto non so se sarà l’ultima; che mio nipote cresca senza che io me ne accorga; che i miei genitori invecchino e io, per loro, non ci sia; non abbastanza. Che non dia loro una mano, quotidianamente, mentre le incombenze, col passare del tempo, aumentano.

Ieri, però, ho avuto il mio piccolo riscatto. Sono andata in piazza, sono entrata nel bar, ho lanciato e parato palle di neve, visto il mio paese trasformato, come capita solo ogni 15-20 anni, e insomma, c’ero anch’io, a godermi un evento che, pare, non fosse mai stato così intenso. C’ero, e c’era mia sorella, c’era mio cognato, c’era mio nipote, c’erano i miei, c’era la nonna, che però era rinchiusa in casa, c’era l’amica di famiglia un po’ artista e un po’ zen, c’era il tè bollente, c’era la frutta secca e c’erano i biscotti.

salvifico imprevisto

Mi sono presa il bello di questo imprevisto, pensando, peraltro, a come sono fortunata ad avere una casa in cui tornare dopo la cancellazione del volo, i termosifoni su cui far asciugare i vestiti bagnati, le gomme da neve e tante altre piccole cose di cui, più spesso, dovrei accorgermi.

A volte, un imprevisto, a fronte di un piccolo disagio, ha questo potere: farti realizzare che, anche da fuorisede a tempo indeterminato, hai ancora dei momenti unici da godere insieme alla tua famiglia: è ancora possibile, di tanto in tanto, essere al posto giusto nel momento giusto. Con le persone giuste.

Nel frattempo, continua a nevicare e io torno in aeroporto, a vedere se si parte o no. Spero la seconda, ma non ditelo a nessuno.

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